Parma - Vini e Sapori



Il bello e il buono, a Parma, si vivono insieme. Gli straordinari sapori dei prodotti d’eccellenza della gastronomia parmense si sposano ad un territorio ricco di storia, arte e tradizioni. Qui ogni visita può davvero trasformarsi in un’esperienza unica.

Nelle province di Parma, e delle confinanti Reggio Emilia e Modena si concentrano oggi le maggiori produzioni di salumi tipici quali il Prosciutto di Parma, il Culatello di Zibello, il Salame di Felino, la Coppa. Altri prodotti tipici sono il formaggio Parmigiano–Reggiano, pasta e conserve vegetali del Paese. Ma è Parma, per antica tradizione, ad esserne il centro e la “capitale” indiscussa, con la presenza di eccellenze gastronomiche di livello mondiale.




Fin dall’epoca romana i prosciutti stagionati nel Parmense erano ricercati e apprezzati nella capitale dell’impero; in epoca alto-medievale i monaci Benedettini avevano messo a punto il processo di produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano, ancor oggi in uso.

In un territorio in cui la gastronomia è rinomata in tutto il mondo e dove, grazie a questa storica tradizione, viene ospitata l’Autorità Alimentare Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), i prodotti migliori sono fatti ancora oggi secondo i metodi tradizionali, controllati nella qualità e nel rispetto dei tempi di stagionatura, secondo i ritmi lenti della natura.




La vocazione gastronomica ed alimentare del Parmense può dunque vantare tradizioni secolari, ma vi ha affiancato tecnologia ed innovazione con grande equilibrio, così da rendere Parma la Food Valley italiana.

Altro prodotto tipico dei Colli Parmensi è il celebre “vino Lambrusco”. Il vino Lambrusco è un vino rosso e le uve utilizzate per la sua composizione sono uve Lambrusco di diverse varietà. Aprendo una bottiglia il vino Lambrusco risulta di colore rosso rubino più o meno vivo e intenso, il profumo dal carattere deciso di frutta rossa e a volte ricco di note di lampone. Alla bocca risulta essere secco o abboccato, spesso frizzante con una spiccata acidità.





La gradazione alcolica di questo vino è di circa 10,5 gradi, il periodo di fermentazione ideale è piuttosto breve, circa qualche mese, non adatto quindi all'invecchiamento.





"Il Lambrusco- ha scritto Curzio Malaparte in una bella pagina intitolata "Lambrusco e libertà"- non solo è il vino più garibaldino del mondo, come ebbe a dire Filippo Corridoni, ma il più generoso, il più libero, il più italiano fra tutti i vini italiani."

E Paolo Monelli, noto ghiottone e ottimo bevitore, che da buon modenese ed ex-alpino, di vini se ne intende, così lo descrive: "Il Lambrusco è il vino che Dio fece: è un vino aspretto, vispo, ardito e brioso, bravissimo a spazzolare via dallo stomaco l'eccesso dei grassi e dei condimenti... E' un vino di modesto grado alcolico, sì che se ne può bere a volontà senza timore che i fumi vadano alla testa, e appena versato mette fuori una schiuma violacea che subito si dilegua, se il vino è genuino. Ha un colore sfavillante di rubino e l'ardore delle viole mammole; anzi è la prima virtù che gli assaggiatori cercano nel lambrusco, se ha la viola."

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